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  • Da leader della band sarda a produttore. Primo lancio: la cantante Barbara Sanna
  • Da leader della band sarda a produttore. Primo lancio: la cantante Barbara Sanna
23-08-2010 | Persone | di Gabriele Sardu
Beppe Dettori 1Una fresca serata d’estate, dove la brezza si fa sentire e cala un velo di umidità, dopo una giornata di sole rovente. Beppe Dettori, il cantante dei Tazenda è nella piazza centrale di Stintino. Sul palco si esibisce la moglie, Barbara Sanna, cantante elegante, sensuale e dalla voce straordinaria.
Col leader della band sarda inizia un chiacchierata insolita, leggera e allo stesso tempo profonda e introspettiva. Dettori ha un sorriso accecante e una serie di battute segna l’inizio dell’intervista.
Desvelos è il titolo del tour di quest’anno dei Tazenda…
«È un momento di bilancio per il gruppo. I Tazenda compiono 20 anni e provano a scoprire i misteri (desvelos appunto, ndr) di una passione nata con Gigi, Gino e Andrea. La mia storia è intrecciata a quella loro: ho iniziato a seguirli come fan e oggi mi ritrovo a far parte del gruppo. Desvelos è anche una riscoperta e una riproposizione di alcuni brani storici, proposti con arrangiamenti e sonorità nuove. Mi vengono in mente “Procurad’e moderare” e “No potho reposare”, realizzata col solo pianoforte».
E qual’è il personale bilancio di Beppe Dettori coi Tazenda?
«Diciamo che ci sono aspetti molto positivi e qualche altro negativo. Ad esempio, posso dire tranquillamente di aver avuto qualche difficoltà a gestire la pressione in alcuni momenti. Mi spiego meglio. Quando ho iniziato la splendida avventura con Gino e Gigi avevo già conosciuto il successo. Ero una persona e un’artista già realizzato che qualche soddisfazione se l’aveva tolta. Non chiedevo di più. Poi improvvisamente mi son ritrovato in mezzo ad una situazione davvero stressante…».
...in cui magari ti sei ritrovato un po’ da solo?
«No, no! Al contrario. Gino e Gigi mi hanno aiutato moltissimo. Da parte mia ho cercato di smorzare questo stress e la tensione, anche se non è stato certo facile passare dal dietro le quinte alla primissima linea per fare il cantante di un gruppo conosciutissimo e apprezzato non solo in Sardegna».
A proposito del tuo ingresso nei Tazenda, racconti sempre il tuo incontro con Andrea Parodi…
(sorride) «È di sicuro un capitolo molto bello della mia vita. E ci tengo a ribadirlo: io ho sempre apprezzato la musica dei Tazenda e da sempre son stato un loro grande sostenitore. Già nel 2003 mi fu chiesto di entrare a far parte della band, ma non accettai. Mi sembrava impossibile che lo storico gruppo sardo dovesse restare ancora diviso. Gino e Gigi da una parte e Andrea dall’altra. Ci fu la “Reunion” con l’uscita di un Cd. La cosa che più mi stupì fu proprio quando Andrea mi disse di apprezzare la mia voce e si complimentò con me. L’uno ammirava l’altro da anni, ma nessuno dei due lo aveva detto apertamente».
Poi che successe?
«Risentii Andrea dopo qualche tempo. Non posso certo scordare una telefonata fiume in cui mi parlò della sua malattia. Mi spiegò tutto nei minimi dettagli. Due ore al cellulare per dirci un sacco di cose. Ero in tournèe con Gianluca Grignani e di lì a pochi minuti sarei salito sul palco. Fu proprio lui ad insistere perché io entrassi nei Tazenda: “Perché no?” mi disse. “I Tazenda siete voi tre – risposi – e poi il mio tipo di voce non ha nulla a che fare con la tua”. “Proprio per questo motivo”, ribatté incalzandomi, mentre Gino e Gigi continuavamo a marcarmi stretto. Accettai. Pensammo di suggellare il mio ingresso con uno spettacolo dove ci fosse una sorta di passaggio di testimone tra Andrea e me. La malattia non glielo permise: lo portò via prima».
Fu una fine terribile e allo stesso commovente per il pubblico che visse quel calvario…
«Inutile dire il contrario. Anche se l’energia che Andrea ci lasciò in eredità si fece sentire molto forte. Ricordo il clima e l’armonia che ci accompagnò durante la registrazione dell’album “Vida”. Non accade spesso di lavorare con una serenità simile, non si ripeté ad esempio per il lavoro successivo, “Madre terra”. Il duetto virtuale con Andrea (come mi sarebbe piaciuto poterlo fare dal vivo!) commosse tutti, me per primo. Fu un’emozione indescrivibile, una “vibrazione” che va al di là della qualità dell’esecuzione. A tutti e tre capitò qualcosa di strano ed inspiegabile. Ci sentivamo come “sostenuti” da Andrea, quasi non ci avesse mai lasciato».
Il tono di Dettori è molto serio. I suoi occhi diventano lucidi ed è l’unico momento in cui non smorza l’amarezza del momento e la nostalgia con una battuta. C’è una breve pausa di silenzio, al leader dei Tazenda serve per metter da parte la malinconia e riaccendere il suo più classico sorriso.
Cosa c’è per i Tazenda dopo il “Desvelos tour”? Avete qualcosa di pronto?
«Si! Abbiamo tre o quattro cose interessanti. Stiamo lavorando ad un progetto nuovo in tutto e per tutto. Se dovesse andare in porto, ci divertiremo davvero. In realtà stiamo cercando di percorrere quelle vie del pop che più si adattano a tutte le nostre caratteristiche: alla mia voce e alla tradizione dei Tazenda».
Beppe Dettori ora scende in campo come produttore, proponendo chi?
«Una donna che, prima di tutto, ha un talento e una voce incredibile. Si chiama Barbara Sanna ed è mia moglie».
Mentre Dettori riprende a parlare, la piazza di Stintino si ammutolisce, rapita proprio dalla quella voce femminile. Propone al suo pubblico Whutering heights di Kate Bush. È l’ennesimo bis, a conclusione di una serata straordinaria e coronata da uno spontaneo applauso.
«Sentito? – ancora Dettori, indicando Barbara Sanna -. Legami affettivi a parte, credo sia giusto che questi talenti, quasi sempre trascurati dalle case discografiche, trovino il loro spazio. Oggi il mondo internet ha scardinato alcune logiche assurde e chiunque può realizzare un lavoro di buon livello e promuoverlo attraverso la rete. Quello di Barbara è senza dubbio un’ottima proposta. Brani interessanti e musicisti di straordinario livello. Il batterista, per capirci, è Phil Gould, dei mitici Level 42».
Il concerto si è appena concluso e Barbara Sanna scende dal palco. È visibilmente provata. Durante l’esibizione, voce e pianoforte, accompagnata da una chitarra acustica, ha speso tutte le energie.
Innanzitutto complimenti per questa sera e un in bocca al lupo per il nuovo Cd che uscirà quando?
«Grazie mille! – replica Barbara Sanna, che cerca di contenere l’entusiasmo della bellissima figlioletta, Eleonora – La data precisa di uscita ancora non si sa. Ci stiamo lavorando. Stiamo incidendo a Roma. C’è l’estate di mezzo, per cui penso che ormai se ne parlerà per ottobre».
Si tratta della tua prima esperienza?
«Non proprio, anche se posso parlare di esordio da un punto di vista qualitativo. Il produttore artistico che si è subito appassionato del progetto è Fabio Balestrieri. I testi sono di Massimo Cossu (storico chitarrista che accompagna i Tazenda), Giovanni Pinna (ex bassista dei Tazenda), Massimo Sestu ed Antonio Galbiati. Quest’ultimo ha composto anche per grandissimi come Eros Ramazzotti e Laura Pausini».
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